Libro del mese – “102 chili sull’anima” di Francesca Sanzo

Francesca Sanzo, professione digital coach, nasce a Bologna nel 1973. Il 22 novembre del 2005 apre “Panzallaria“, un blog dove decide di raccontarsi ai suoi lettori in maniera semplice ma coinvolgente. Nei suoi articoli si parla di spaccati di vita quotidiana, di cambiamenti, di alimentazione e di sport.

102 chili sull'anima - Francesca Sanzo

102 chili sull’anima” è il libro in cui narra la storia della sua muta, il percorso alimentare volto al dimagrimento, intrapreso e portato a termine con successo. Perchè cambiare si può, basta volerlo. E lei ce l’ha fatta.

Leggere sulla bilancia il numero 102 ha smosso qualcosa nella sua mente e, dopo avere fatto pace con sé stessa e con la sua anima, ha deciso di consultare una nutrizionista che l’ha seguita durante l’anno in cui ha perso 40 chili. Forza di volontà e perseveranza l’hanno presa per mano e accompagnata durante questo periodo e, nonostante le difficoltà, Francesca ha sconfitto l’obesità.

La salita di San Luca è diventata la sua palestra: scarpe da ginnastica ai piedi e della buona musica in cuffia, sono state le compagne fedeli durante le sue lunghe camminate. E nonostante quella fastidiosa vocina interiore rinominata da lei “anima nera” provasse insistentemente a farle perdere fiducia invitandola a lasciare perdere in quanto avrebbe fallito, Francesca ha proseguito dritta lungo la sua strada raggiungendo il suo obiettivo.

Questo libro è stato una grande lezione di vita per me, un invito a non arrendersi alla prima difficoltà. Mi sono ritrovata in molti passaggi ed ho capito che per stare bene con gli altri bisogna prima di tutto essere in pace con sé stessi. Migliorare significa crescere e per spiccare il volo bisogna liberarsi dalle zavorre. Non procrastinare e portare a termine ciò che si inizia, sono due step fondamentali per raggiungere l’equilibrio.

Lettura estremamente consigliata, “102 chili sull’anima” è edito da Giraldi Editore e disponibile sia in versione cartacea che in eBook.

 

#decluttering – Scarpe e borse

Anche io ho attraversato il periodo in cui l’acquisto compulsivo di borse e scarpe sembrava essere una cosa di fondamentale importanza. Fino al giorno in cui ho scoperto, rimanendone alquanto basita, di possedere un numero spropositato degli articoli sopra citati.

Anni di accumuli stratificati l’uno sull’altro in ogni punto libero della casa dove potevano essere collocati. Perchè? Me lo sono chiesta spesso, ma non ho mai trovato una risposta convincente da darmi.

Sicura e decisa, ho raggruppato il tutto ed ho provato a tirare le somme, scegliendo con attenzione quello che avrei voluto continuasse a fare parte della mia vita e quello che invece andava eliminato. Perchè, parliamoci chiaro, una cinquantina di borse e altrettante paia di scarpe erano davvero troppe per quanto mi riguarda. Se poi consideriamo che, almeno la metà di tutto ciò aveva almeno una decina di anni sulle spalle e non era proprio in ottimo stato, non è stato difficile liberarmene.

Sono arrivata ad avere sei borse e dieci paia di scarpe, le uso giornalmente in quanto sono tutte facilmente raggiungibili e non ammassate; non mi pento della mia scelta, anzi, sono estremamente soddisfatta e, in tutta sincerità, posso affermare con certezza che non tornerei indietro.

Una goccia di fresca rugiada…

Suonava il piano in maniera disarmonica, tanto che le sue esili mani sembravano scivolare con timore su quei tasti gelidi. Aveva trasformato il dolore di un amore finito, in una melodia struggente dalla quale non riusciva a liberarsi.

Quattro lacrime, tre sospiri, due pensieri e una nota stonata.

Era questa la sequenza straziante che veniva ripetuta all’infinito ed in maniera quasi automatica durante quei lunghi e freddi pomeriggi invernali. Aspettava seduta su quello sgabello l’arrivo della notte, per gridare in silenzio tutta la sua rabbia.

Non c’era più luce nel suo sguardo, il cuore le batteva nel petto in maniera lenta e malinconica. Quella che una volta era una casa piena di gioia di vivere, oggi conteneva soltanto sogni infranti sugli scogli durante una tempesta e note stonate su un pentagramma strappato a metà.

Rassegnata, piegata d’innanzi al destino così come farebbe un fiore in un terreno arido. Svuotata, guardava la sua immagine riflessa nello specchio vedendo soltanto un contenitore distrutto per la raccolta di emozioni svanite nel nulla. L’unica cosa che desiderava, era crogiolarsi in quel lenzuolo di solitudine dal quale si era fatta avvolgere fino ad isolarsi dal resto del mondo.

Ma una tiepida mattina del mese di aprile, qualcuno suonò insistentemente il campanello. Una volta aperta la porta, vide solamente un grande vaso di terracotta con al suo interno una piccola pianta accompagnata da un biglietto: “Prenditene cura”.

Stupore e curiosità la spinsero ad occuparsi di questo regalo e, quando qualche settimana dopo la prima rosa rossa sbocciò in tutto il suo splendore, si sentì inspiegabilmente rinascere.

Sorrise e capì che era finalmente pronta. A correre a piedi nudi sui binari della vita, ad assaporare nuove sensazioni, a stringere nuove mani, ad incrociare nuovi sguardi, ad abbracciare la gioia di essere ma, sopratutto, ad amare di nuovo.

Libro del mese – “Quello che piace a Irene” di Irene Berni

Questa è la storia di un regalo di Natale arrivato in ritardo. Donato con il cuore da chi cammina al mio fianco da tempo senza mai stancarsi, nonostante gli imprevisti che la vita posiziona strategicamente lungo il percorso. Un dono che mi ha riempita di gioia, perchè chi conosce di te ogni singolo pensiero sa cosa ti rende felice.

Quello che piace a Irene - Irene Berni

Quello che piace a Irene” è un libro che profuma di buono e di serenità. Ricco di immagini che sono una vera gioia per gli occhi, dove nessun dettaglio viene tralasciato. Le ricette in esso contenute, sono state sapientemente distribuite nell’arco delle quattro stagioni. Tra una “Torta con l’uva” e una “Tacchinella arrosto con castagne e prugne“, tra una “Focaccia con patate, salsiccia e rosmarino” e una “Insalata di avocado, pomodori cuore di bue e nepitella“, l’autrice ci regala un pensiero, rendendo questa opera meravigliosa.

Irene Berni, è una donna dallo sguardo gentile e l’anima pura, in grado di regalare sensazioni indescrivibili attraverso gli scatti che ritraggono il suo mondo. Insieme alla sua famiglia, gestisce il “Valdirose“, un B&B che lei stessa descrive cosi: “Valdirose è una dimora di famiglia della seconda metà dellʼ 800 situata sulle colline di Lastra a Signa a 14 km dal centro di Firenze. Nel 2007 è stata interamente ristrutturata con la cura e l’attenzione che si riservano ad una casa in cui si è cresciuti. I ricordi di famiglia, i toni delicati ed i piccoli dettagli rendono l’ atmosfera tranquilla ed accogliente”.

Una lettura coinvolgente, “Quello che piace a Irene” è un libro da leggere assolutamente se siete alla ricerca, non solo di ricette dal sapore rustico della buona cucina, ma anche di emozioni che solo una fotografia fatta con il cuore riesce a donare. Edito da “Guido Tommasi Editore“, lo trovate su Amazon in formato cartaceo con copertina rigida.

#decluttering – L’equilibrio nell’armadio

Non mi piace seguire le varie mode che si presentano puntuali ad ogni cambio di stagione, preferisco di gran lunga indossare capi con i quali mi sento a mio agio. Prediligo il nero perchè trovo sia perfetto in varie occasioni, anche se ultimamente mi è capitato di acquistare qualcosa dai colori pastello. Adoro i vestiti dalla linea morbida e i pantaloni a sigaretta, mentre non amo particolarmente le gonne. Maglia e cardigan ed il gioco è fatto, ma niente maglioni di lana nemmeno in pieno inverno. La semplicità è la base del mio guardaroba.

Ma facciamo un passo indietro

Qui vi ho spiegato come è cambiata la mia vita da quando ho iniziato a praticare il decluttering. Il lavoro più grande intrapreso e portato a termine con successo durante il mio percorso, è stato sicuramente la pulizia dell’armadio. Il giorno in cui ho deciso di dedicarmici, ne ho letteralmente rovesciato tutto il suo contenuto sul letto ed ho iniziato a dividere in vari sacchi ciò che sapevo con certezza non avrei più utilizzato.

Ho ritrovato cose che nemmeno sapevo di avere, altre con ancora il cartellino del prezzo in lire, pensate un po’ il tempo che risiedevamo lì; sono inorridita quando mi sono capitati tra le mani quegli orribili pantaloni a zampa strappati e consumati al fondo che indossavo nel periodo delle superiori, mentre ho sorriso con soddisfazione immensa nel cestinare tutta quella serie di capi extralarge taglia 56 che portavo prima di consultare il dietologo e intraprendere un regime alimentare controllato che mi ha permesso di perdere quei trenta chili in eccesso che mi portavo dietro da tempo.

Dieci. Sì, ho preparato dieci enormi e pesanti sacchi di capi inutilizzati da anni di cui ero finalmente pronta a liberarmi. Alcuni cestinati all’istante, altri regalati alle amiche, alcuni donati ai centri di raccolta e altri ancora venduti nei mercatini. Trovarmi davanti l’armadio completamente vuoto, mi ha fatto sobbalzare il cuore. Armata di pazienza infinita, ho pulito tutto con cura e riposto i capi rimasti con estrema attenzione.

Ora, tutto ciò che posseggo mi piace e mi sta bene, non ho più nessun tipo di problema a creare abbinamenti adeguati alle varie occasioni; ho ridotto notevolmente gli acquisti in quanto non sento più la necessità di accumulare e ho iniziato a preferire di gran lunga la qualità alla quantità.

Stralci primaverili…

Ho sempre considerato marzo un mese di transizione. I giorni scorrono lenti e malinconici, profumano di fresca rugiada e fiori variopinti. Le ore di luce iniziano a prendere il sopravvento, si riesce ad assaporare un principio di imminente primavera.

Sui banchi del mercato, vanno scomparendo frutta e verdura tipicamente invernali, lasciando il posto a nuovi odori e colori. La gente osserva incuriosita questo delizioso spettacolo alimentare, acquistando, talvolta, delle succulente primizie.

Il pungente freddo invernale sembra essersi arreso ad una temperatura decisamente più mite. L’aria frizzantina del mattino accarezza dolcemente le guance durante le lunghe passeggiate nel parco, dove il silenzio ovattato viene interrotto dal canto di uno stormo di uccelli in volo.

Qualche ciuffo di erba si intravede spuntare dalle crepe della pavimentazione dissestata della piccola piazza del paese e nelle vetrine delle botteghe  artigianali adiacenti ad essa, fanno capolino colombe glassate e uova di Pasqua colorate.

Anche l’arrotino ha ricominciato a girare con il suo carretto arrugginito alla ricerca di forbici e coltelli da affilare, mentre un buffo signore alla guida di una macchina verde smeraldo, annuncia l’imminente arrivo del circo.

La delicatezza del tiepido sole pomeridiano lascia il posto all’incedere della sera. Mentre la notte, vestita con abiti dai colori scuri e polvere di stelle, avanza decisa, pronta ad accogliere i nostri sogni fra le sue braccia.

Libro del mese – “Il magico potere del riordino” di Marie Kondo

In una delle interviste rilasciate, Marie Kondo afferma che “riordinare ci fa stare bene perchè è un modo di prenderci cura di noi stessi“. Il metodo #konmari, perchè così viene chiamato, è stato il mio punto di partenza per avvicinarmi al decluttering. L’intento dell’autrice, spiegato fin dalle prime pagine, è quello di insegnare il metodo perfetto per riordinare le proprie cose negli ambienti in cui si vive per la maggior parte del tempo. In cosa si differenzia, direte voi, dagli altri manuali inerenti lo stesso argomento? Seguendo alla lettera le istruzioni date da Marie, una volta iniziato e portato a termine il lavoro di riordino, non sarà più necessario ricominciare tutto dal principio come spesso succede. Funziona? , nel mio caso assolutamente .

Il magico potere del riordino

Ma entriamo nel dettaglio di questa guida per capire meglio com’è strutturata. “Il magico potere del riordino” è diviso in cinque capitoli, ognuno dei quali va a toccare argomenti differenti. Si passa infatti dal trovare una risposta alla domanda “Perchè non riesco a tenere in ordine la casa?” alla regola base che implica l’obbligo di finire di buttare via tutto nella categoria scelta prima di andare avanti. E ancora, Marie consiglia di rispettare le categorie nel giusto ordine e ci regala qualche dritta per semplificarci l’esistenza. Infine, la promessa che “Il magico potere del riordino” riuscirà a cambiare radicalmente la nostra vita. Una delle cose che più mi ha colpita, è stato il consiglio dato per capire se un oggetto può ancora fare parte della nostra vita: domandarsi se emana positività. In caso di risposta negativa, ringraziarlo per il lavoro svolto fino a quel momento e liberarsene.

Ho riletto il libro in questi giorni perchè ne sentivo il bisogno. Volevo capire se il mio lavoro era stato fatto nella maniera corretta e la risposta è stata positiva. Quello che ho deciso di tenere, rispecchia appieno la mia personalità; imparare a fare a meno di determinate cose e a slegarmi dal passato mi ha dato modo di crescere. Essere circondata soltanto da ciò che mi è utile e che mi rende felice, ha dato una svolta alla mia esistenza, portando una ventata di leggerezza alle mie giornate. Ora tutto è collocato in maniera precisa, non ci sono eccessi, gli sprechi sono stati ridotti e la scatola dei ricordi si è notevolmente ridimensionata, in quanto al suo interno è contenuto soltanto ciò che davvero mi fa battere il cuore.

Lettura estremamente positiva dunque quella de “Il magico potere del riordino” che vi consiglio sia che vogliate tentare l’approccio al decluttering, sia per perfezionare le vostre tecniche di riordino. Il libro è edito da Vallardi ed è disponibile in versione cartacea e in eBook.